Le trappole del talento
(e come evitarle)

Il talento è una maledizione? Prendendo le mosse dall’articolo di Petriglieri “La maledizione del talento”, Pietro Valdes, Managing Director di Badenoch&Clark, ha affrontato questo tema sul numero di ottobre di Harvard Business Review.

L’articolo di Jennifer e Gianpiero Petriglieri “La maledizione del talento”, pubblicato su Harvard Business Review Italia nel maggio, 2017, sostiene che gli “alti potenziali”, che le aziende proiettano – spesso in maniera accelerata – verso brillanti prospettive da leader, possano essere vittime del loro stesso talento.

L’articolo sostiene, infatti, che quando gli “alti potenziali” si conformano agli ideali e ai modelli culturali della propria azienda finiscono per perdere quei tratti distintivi che li rendevano “speciali”. Quando ciò accade, il “dono divino” si trasforma in una maledizione che colpisce coloro che fino a qualche tempo prima erano considerati talenti, finendo per comprometterne motivazione, impegno, performance e addirittura il posto di lavoro.

Succede pertanto che coloro che sono stati instradati dall’organizzazione verso il futuro assicurato e posizioni da leader risultino soggetti ad una sorta di maledizione; il sigillo di eccellenza diventa un marchio da temere.
Secondo i Petriglieri la maledizione prende vita quando, conformandosi agli ideali di leadership dell’azienda, i talenti finiscono col seppellire le qualità che li rendevano unici. Una parte del dibattito che l’articolo dei Petriglieri sta animando poggia sul delicato equilibrio tra aderenza ai valori aziendali e preservazione (e coltivazione) di quel senso di “ribellione”.

Tuttavia non parlerei di maledizione e ribellione. In base alla mia esperienza ritengo che il talento possa sì rappresentare una “maledizione”, se come ci dicono gli studiosi, l’individuo somatizza – nel bene e nel male – tratti e contraddizioni dell’organizzazione per cui lavora. In tal senso, adottando una prospettiva più positiva e costruttiva, più che di maledizione proverei a parlare di “trappole del talento” e di come poterle evitare.

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